Il racconto del viaggio nel Kyushu ①

Ciao a tutti!

Sicuramente avrete sentito la notizia del maltempo in Giappone di 3 settimane fa. Nello stesso periodo il mio caro amico Luca che abita a Tokyo da 2 anni, ha fatto un viaggio nel Kyushu senza sapere nulla dei danni che la pioggia aveva causato…

Qui leggete il racconto del suo viaggio molto curioso! Meno male che Luca è tornato a Tokyo sano e salvo!!

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Come sempre mi riduco all’ultimo, non faccio mai una lista di quello che mi serve, vado a braccio e stavolta non trovo i pantaloncini che non uso per lavorare e che quindi indosso raramente.

Mi affanno, ma dove saranno!?!?! L’ultimo trasloco me li ha nascosti!! Rovisto sopra, sotto, nel cassetto, eppure non abito in una villa!! Poi d’improvviso sbucano fuori…finalmente!!  “Gli piace scherzare” penso, ma ok, capisco anche che li trascuro, quindi accetto il loro scherzo e ora che si sono manifestati li ringrazio e li avverto: “lavorerete molto in Kyushu”!!

Già Kyushu, evviva!!! Un viaggio agognato, preparato nel 2016 quando poi il terremoto si abbatté su questa terra calda del sud del Giappone e non vedo l’ora di visitarla col giusto ritardo!!

Volo da Tokyo a Oita e subito mi dirigo a Beppu, famosa per i geysers e le terme. Sono curioso, dopo Yellowstone, Islanda e Kamchatka chissà come sono quelli giapponesi!!

Viaggio da solo come sempre, mi rendo conto che i geysers qui li chiamano Jigoku e la testa comincia a scavare nella memoria e scova la sigla del cartone animato “Hurricane Polimar”, uno dei miei preferiti da piccolo. Non poteva essere altrimenti, perché dal testo della canzone sbuca un “kaze kiru tekken” (un pugno d’acciaio alla velocità del vento), un “kage” (ombra) e anche uno “jigoku no akumayo uketemiro” (demoni dell’inferno cercate di difendervi da questo), e allora sia Jigoku, Hurricane è qui!!!

Li visito tutti velocemente (è possibile fino alle 17.00) e mi dirigo velocemente in spiaggia per fare le famose sabbiature in yukata (abito tradizionale giapponese estivo). Il tempo è grigio e pioviccica, ma riesco a fare il bagno di sabbia e a sudarmi pure l’anima del jigoku!!! 

Docciato, ammiro il lungomare dal parco vicino pieno di cortecce… foto stupida di rito e prima notte in Kyushu, satura di umidità, con Hurricane Polimar che non mi lascia più!!

  

Non sono un dormiglione e soprattutto quando viaggio non voglio perdere tempo, quindi di buon mattino mi alzo e faccio un salto al lago Kinrin-ko sotto la pioggia battente che già dalla notte si è fatta sentire.
La circumnavigazione a piedi del minuto lago di montagna non mi lascia niente di speciale se non un bel po’ di fradiciume addosso, ma pazienza, la tappa di oggi è Yufugawa canyon!!

La strada è dura da percorrere, piove a dirotto e non è facile districarsi con un autobus semi-vuoto tra i tornanti di montagna che sembrano fiumi in piena!!! Altro che il canyon, nel canyon d’acqua ci sono io!! 

Comunque, malgrado tutto si arriva a destinazione e… il sentiero che costeggia il canyon è chiuso per alluvione!!!

Mmmhhh… nerviiiiii…!!!

Non mi arrendo, qui ci sono venuto e con la forza di Hurricane Polimar, continuo a girovagare finché non trovo un pertugio aperto!! Avranno dimenticato di chiuderlo oppure è talmente nascosto che… nessuno mai si sarebbe azzardato ad entrarci? Ai posteri l’ardua sentenza!! Io azzardo e mi addentro e per un tratto costeggio il canyon famoso per le acque blu cristalline e che oggi offre solo uno spettacolo di fango marrone che con violenza si infrange sugli argini del fiume!! Mi diverto sandali ai piedi con l’acqua che mi investe da sopra, sotto, di lato, davanti, dietro… acqua mica vino!!! Risalgo il canyon per un po’ nella totalità del deserto umano e rientro sull’autobus dove i pochi altri partecipanti hanno aspettato invano che spiovesse!!!

Serata a Kurokawa, meritato onsen (terme) dopo il canyon con la musichetta incessante di Hurricane nella testa, Hurricane, parola che in effetti significa uragano, cioè il tifone delle Americhe, allora capisco, tutto torna!! Peccato che in Giappone li chiamino con dei numeri, se avessero un nome è ovvio questo si chiamerebbe… beh, lo sapete già, Polimaaaaarrrrr!!

Nottata di pioggia devastante, il rotenburo (terme all’aperto) è un mare impetuoso, ma anche questa è esperienza e visto che sono l’unico ospite della struttura mi lasciano godere in pace del maremoto dell’onsen!!!

…..continua

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