Situazione del Giappone2 (Blog Irene)

Una parte importante che questa pandemia ha stravolto è sicuramente il sistema scolastico.

Dal 3 marzo appunto la scuola che frequento è chiusa, e questo ha posto dei limiti e delle sfide sia per gli studenti che per gli insegnanti.

Dalla fine delle vacanze primaverili seguo le lezioni su Zoom, una piattaforma per le video chiamate che permette l’interazione fra grandi gruppi di persone.

Dopo pranzo preparo la mia postazione di studio, sul tavolo basso del mio appartamento ci sono il computer, i libri di testo e un thermos rigorosamente pieno di the verde (attenzione il the giapponese crea dipendenza).

Alle 13.00 faccio all’accesso e mi incontro con l’insegnate e i miei 18 compagni, i quali non ho mai incontrato dal vivo e che, forse, vedrò per la prima volta in carne e ossa fra un mese.

I professori per le spiegazioni si armano di slide e scansioni dei nostri libri e grazie alle chatrooms più piccole riusciamo a praticare con i compagni.

È come se fossi in classe?

Sfortunatamente no, l’esperienza umana di imparare una lingua in gruppo è limitata, e i metodi di valutazione, per almeno questo mese, dovranno cambiare.

Ma ora più che mai si ha il tempo per approfondire lo studio concentrarsi (come nel mio caso) su quei odiosissimi kanji che non ti entrano in testa…