Situazione del Giappone (Blog Irene)

Ciao a tutti!

Lasciate che mi presenti

Mi chiamo Irene, ho 21 anni e da 6 mesi e 13 giorni non abito più nel mio paesino della Lombardia, ma a Kyoto.

Come in tutto il resto del mondo anche qua è arrivato il Covid-19, anche se le reazioni governative sono state un po differenti, ma facciamo un punto della situazione.

Il 3 Marzo il Primo Ministro Shinzo Abe decide di chiudere le scuole. I miei compagni di scuola cadono nello sconforto e iniziano a sorgere le prime domande. Le lezioni si fanno? Non si fanno? Come facciamo?

Fortunatamente l’istituto che frequento, ISI Language School, si è mosso in fretta.

Ha diramato degli annunci con le linee guida di comportamento in questa situazione straordinaria e gli insegnanti  ci hanno assegnato giornalmente i compiti da fare fino all’inizio delle vacanze primaverili.

Il 9 Aprile le vacanze finiscono e i dubbi sulle lezioni ritornano, sopratutto perché dal 6 Aprile 7 prefetture (Tokyo, Osaka, Kanagawa, Saitama, Chiba, Hyogo e Fukuoka) sono in “stato d’emergenza”

Cosa significa “stato d’emergenza”?

Per rispondere a questa domanda facciamo un passo indietro.

Il governo giapponese secondo le sue leggi costituzionali non può indire una quarantena, ovvero, neanche in stato di emergenza sanitaria, come questo, può obbligare la popolazione a rimanere a casa.

Dichiarare lo stato di emergenza significa dunque chiedere ai cittadini di non uscire di casa e non compiere tutte quelle attività superflue all’aperto.

Il 16 Aprile finalmente il governo dichiara lo stato di emergenza in tutto il Giappone.

I casi di contagi hanno superato i 9000.

Ai residenti è chiesto di rimanere a casa il più possibile, tante aziende e esercizi hanno chiuso, almeno fino al termine della Golden Week (5 Maggio).

Questa è la situazione generale che sto vivendo al momento, e al centro di tutta questa storia sorge una domanda che anche voi vi sarete fatti: cosa mi invento per superare la quarantena?