Il racconto del volontariato a Mabicho 3

SOTTO IL SEGNO DEI PESCI

 

Allo stesso modo se ne vanno gli altri giorni e arriva l’ultimo in cui il Sig. Fujiwara esce dal torpore e ci regala un racconto dai toni horror comici.

Quando i fiumi hanno rotto gli argini e l’acqua è cominciata a salire, lui e sua moglie sono scappati al primo piano. Al piano terra il Sig. Fujiwara aveva un grande acquario (2m X 1.5m) con dei piranha, l’acqua è arrivata all’orlo dell’acquario e poi lo ha invaso come pure tutto il primo piano; i piranha sono usciti e con il livello dell’acqua hanno cominciato a salire verso il piano di sopra attratti dal profumo di carne umana. Fujiwara-san li controllava e quando se li è trovati di fronte, in un batter d’occhio, d’istinto, ha chiuso la porta della camera dove stavano lui e sua moglie lasciandoli affamati dall’altra parte.

Il bello è che poi nei giorni seguenti, quando l’acqua si è ritirata, i piranha sono magicamente tornati nell’acquario a casa loro, però non sono sopravvissuti a lungo visto che il loro habitat era radicalmente mutato. Che li abbia segretamente mangiati Fujiwara-san?!?!

Ci siamo, è finita: la casa di Fujiwara è pronta! Passano per il controllo finale i capo-progetto in un’auto blu elegante, scelta sicuramente conveniente ma assolutamente poco sobria. Tra l’altro le foto, i ringraziamenti a loro che lì non hanno alzato un dito mi lasciano l’amaro in bocca. Certo, hanno organizzato ma il merito è di chi si è sporcato le mani per mesi (non certo io, ben intesi), le foto con loro, no!?!?!

Torniamo alla base, depositiamo gli attrezzi e partecipiamo ad una piccola festa dove c’è anche del cibo che lascio ali altri più meritevoli e affamati di me.

E’ l’ultima sera, il mio commento è obbligatorio e vorrei che non lo fosse per non cadere nelle banalità da neofita.

Ringrazio tutti, mi dispiace aver preso parte solo all’atto finale di questo progetto e di prenderne i vantaggi tipo la festa finale e la gioia di veder completata l’opera. Mi servirà da lezione, la prossima volta sarò più sveglio!

L’unica cosa che posso fare è condividere con quante più persone possibile, se la voce gira magari qualcuno tra i miei amici e studenti in futuro si unirà ai volontari. E spero la prossima volta di fare questo discorso complesso in giapponese per sentirmi io più vicino ai veri volontari.

Mi accompagnano alla stazione, gli altri partecipanti creano un tunnel umano mettendosi gli uni di fronte agli altri con le mani in alto. Il volontario che parte ci deve passare sotto ripetendo la litania nippo ”otsukaresamadeshita”, una frase intraducibile che serve per salutare un collega quando il lavoro è finito.

Prendo il treno, siamo in marzo e il cielo è stellato sotto il segno dei pesci. Compro un bentou (un pasto preconfezionato) per cena a base di pesce fresco, sushi. Ma mancano i piranha.