L’esperienza del part time: il バイト!

Ciò che più mi ha permesso di migliorare il giapponese e soprattutto farmi fare delle grosse risate cosa può essere stato secondo voi…?
Trovare un lavoro part time!!
Meno si ha paura di sbagliare più si impara, e io di strafalcioni ne ho detti come se non ci fosse un domani, credetemi! E’ stato fondamentale e soprattutto divertentissimo, non solo per interagire con i giapponesi, ma anche per comprendere dinamiche sociali molto importanti e conoscere meglio la città.

Per 2 anni, 3 volte alla settimana, 6 ore al giorno subito dopo le lezioni, pur se stanca e sommersa di report da consegnare, salivo sulla linea Tozai direzione Mitaka, fermata Kichijoji. Ripercorro con la mente le stazioni che si susseguivano ritmicamente fino al mio momento preferito, quando cioè sul finire dell’inverno, con l’aria ancora limpida e tersa ma con la luce pomeridiana già primaverile delle 5, dal finestrino di sinistra potevo vedere il monte Fuji. Un piccolissimo cono in lontananza circondato dalle montagne di Yamanashi, inconfondibile. E un attimo dopo il gingle 「まもなく吉祥寺、吉祥寺です」 annunciava l’arrivo a Kichijoji. Giù per le scale sempre di corsa per abitudine, il bi-bip della pasmo sui tornelli di uscita, poi a sinistra ancora qualche gradino e lì proprio davanti alla stazione l’entrata piena di insegne luminose del vicoletto dell’ hamonika yokocho e la voce di Kazu san che mi accoglieva con il suo 「ジョーちゃんおはようございます!」, iniziava così il mio turno. Una caratteristica delle zone intorno alle stazioni giapponesi sono proprio le stradine piene zeppe di izakaya dette yokocho, posti che adoro.

Tutti i tipi di part time vi permettono di entrare in contatto con persone comuni sia che si parli dei colleghi che della clientela, e tutti, ma proprio tutti non resisteranno alla curiosità di chiedervi perchè siete in Giappone e cosa vi ha spinti a studiare il giapponese. L’ambiente lavorativo, anche se in un semplice pub vi insegnerà a destreggiarvi in situazioni sempre imprevedibili con una lingua che non è la vostra.
Alcuni dei momenti che ricordo con più tenerezza e che sempre mi fanno sorridere appartengono a quelle sere passate tra i tavoli sempre in coppia con Raju san, uno dei miei più cari amici conosciuto proprio lavorando al pub. Come me anche lui era arrivato in Giappone da studente è poi rimasto per costruirsi una vita più serena di quella che il suo Paese, il Bangladesh, poteva forse offrirgli. Vivere, studiare e lavorare part time in un altro Paese significa anche entrare in contatto con culture ancora più diverse di quella giapponese, ecco perchè per me vivere all’estero è stata un’esperienza così formativa, linguistica e culturale.
Sin dal primo anno di università per mantenermi agli studi ho sempre impiegato il tempo che potevo a lavorare, e come tanti di voi sanno è molto faticoso! Ma farlo all’estero durante il periodo di studio equivale a sfruttare ancora meglio quello che si impara in classe e soprattutto è stimolante vedere sul campo i progressi!

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