Chi Siamo

Japanzuki nasce dall’idea di due ragazze, due viaggiatrici, ma soprattutto due amiche di culture diverse che hanno in comune questa grande esperienza: vivere e studiare in un Paese straniero.

In un mondo in cui i giovani hanno bisogno di trovare la propria strada da percorrere, inseguire, cambiare, il nostro obbiettivo è quello di collaborare insieme per offrire il miglior supporto possibile a chi insegue questo sogno.

Yoko Kato - Japanzuki

YOKO KATO

CEO

GIOVANNA MAZZA

Founder

Chi è Yoko Kato?

Sono nata in una città chiamata Valencia, in Venezuela, e sono arrivata in Giappone quando avevo 5 anni. Sono cresciuta a Tokyo.
Dopo aver terminato gli studi, sono andata in Canada per fare una vacanza-lavoro di un anno, ho viaggiato in Europa per un lungo periodo e sono tornata in Giappone.
In totale, ho lavorato nel settore dell’apprendimento delle lingue per più di 10 anni sia in Canada che in Giappone aiutando i miei connazionali a diventare leader globali.
Io stessa studiando lingue all’estero, ho sperimentato in prima persona le difficoltà e le gioie dell’apprendimento delle lingue.

Ho imparato molte cose positive sul Giappone dopo aver vissuto all’estero.
Il Giappone ha una cultura unica rispetto ad altri Paesi e penso che sia una terra estremamente interessante.
Vorrei che più persone lo conoscessero da vicino. Per questo sarò lieta di aiutarvi a vivere qui in modo sicuro, studiando la lingua e imparando la cultura.

Sarei felice di potervi aiutare a rendere la vostra vita in Giappone una pagina della vostra vita.

 

Yoko

Chi è Giovanna Mazza?

La scelta di studiare la lingua giapponese non capita sicuramente per caso.
Avvicinarsi alla cultura giapponese, quello si, può avvenire per caso.

La domanda che più di tutte vi assalirà una volta arrivati in Giappone sarà: “perché studi giapponese?”. Per cui prima di proseguire la lettura prendetevi cinque minuti per provare a dare una risposta.
E’ una domanda all’apparenza molto semplice, ma se ci riflettete bene, può dire molto di voi e del vostro modo di pensare e di vedere il mondo. Perché la motivazione è ciò che probabilmente vi ha spinti a impelagarvi nello studio di una lingua che già solo al vederla fa venire mal di testa. Se l’avete trovata, bene, tenetela stretta perché sarà ciò che vi farà imbarcare in questa avventura.

Due cose hanno profondamente influenzato la mia vita.
L’essere cresciuta su un’isola e i libri.
Vivere in un luogo circondato dal mare ti costringe a conoscere profondamente ciò che hai alle spalle e allo stesso modo porta a domandarti cosa ci sia oltre quella massa d’acqua.
Si, perché il mare può indurti a rifugiarti in un luogo familiare e conosciuto o spingerti a immaginare cosa ci sia di diverso oltre, dall’altro lato, sull’altra sponda.

Alla Sardegna devo molto, anche il mio amore per le lingue date le ovvie difficoltà di un’infanzia passata nel tentativo di conciliare il dialetto di un padre napoletano e la lingua di una madre sarda che nella mia testa creavano solo una gran confusione.
Questo è stato decisivo nella scelta di studiare lingue sempre più lontane geograficamente da me includendo ovviamente, il giapponese. Una lingua non è un semplice insieme di parole legate tra loro, ma qualcosa di molto più profondo che esprime la cultura e il modo di pensare di una persona e del popolo cui appartiene. Ecco perché allo studio delle parole bisogna unire quello della civiltà.

La passione per le lingue non poteva che portarmi a viaggiare, viaggi rigorosamente zaino in spalla come 10 lunghi anni di scoutismo mi hanno insegnato, viaggi in cui osservare il diverso, restarne affascinati o sentire che non esiste posto come casa. In ogni caso viaggi fatti di strada e di chiaccherate con apparenti sconosciuti da cui ascoltare storie di vita a volte lontane e incomprensibili, a volte così simili.

I libri sono stati fondamentali e sono stati l’origine di tutto.
L’amore per la letteratura è stato ciò che mi ha spinta a cercare un altro mondo, desideravo capire come e cosa pensasse un uomo o una donna con un bagaglio storico completamente diverso dal mio, quali fossero i loro ideali o le loro immagini di bellezza.
Tanto il viaggio quanto la lettura sono per me due fonti imprescindibili di arricchimento.
Il viaggio mi ha permesso di osservare vite diverse, la lettura mi ha permesso di viverle immedesimandomi in ogni storia in un personaggio diverso.

Questa, anche se contorta, è stata la mia motivazione. O forse, più semplicemente ammiravo il giapponese di Uma Thurman, chissà!

Giovanna